Resta aggiornato sulle date e gli eventi dove sarà coinvolto Edoardo De Angelis. LEGGI TUTTO
7 luglio ore 11, Rai Tre - Edoardo è ospite di “Cominciamo bene Estate”, programma tv in diretta condotto da Giovanni Aversa
14 luglio ore 22.30 - Roma Terme di Caracalla: Concerto alla Festa del PD
29 luglio ore 21.00 - Spilimbergo Folkest: concerto “Sale di Sicilia” con assegnazione Premio alla carriera
SALE DI SICILIA
di Edoardo De Angelis
Sale di Sicilia nasce dal trentennale rapporto con la Sicilia e con la sua gente, rapporto cresciuto prima nell’affetto e poi nell’amicizia e nell’amore. L’album è testimone di incontri, di storie, di collaborazioni importanti. Il suo carattere generale riporta a un voluto avvicinamento alla musica popolare, quella essenziale delle radici, e alla timbrica dei suoi strumenti caratteristici. La batteria è del tutto assente così come il basso elettrico, mentre la chitarra elettrica è usata solo in Voglio un amore per creare lievi sonorità di confine, quasi inavvertibili, e in un solo fraseggio in Nostra Signora del Golpe. Tammorre e tamburelli, aerofoni etnici, dal siciliano friscalettu siciliano all’armeno duduk, fisarmonica, zampogna costituiscono con le chitarre il corpo e il colore degli arrangiamenti. Fanno eccezione i due brani registrati in diretta voce e pianoforte.
Le quindici canzoni sono tutte, in modi diversi, legate alla Sicilia: come frutto di una dedica aperta e dichiarata, o scritte nell’isola, o pensate e composte insieme ad artisti siciliani, o infine, trasformate attraverso la loro partecipazione e rese “siciliane” anch’esse.
Eccole:
SALE DI SICILIA è un manifesto, un quadro, una fotografia che anticipa l’amore e il rispetto che danno il senso all’intero lavoro. Ospiti Laura Mollica, che vi inserisce un antico canto delle “saline”, e Mario Incudine, che qui scrive, arrangia, suona e canta.
BENEDETTA è una canzone d’amore. Parla di come l’amore insegni a scrivere canzoni e a conservarle, e di come ci siano parole che nelle canzoni trovano vita e luce, e altre che ne restano fuori, mute di fronte a sentimenti così grandi da non essere rappresentabili. Ospite il sax ispirato e sensibile, regalo di Francesco Cafiso.
ROSARIO E RAFFAELLA è il ricordo di due storie vere, volutamente riunite in una: Comiso, una grande festa dell’Unità nell’estate del 1982; Palermo luogo di una manifestazione e festa popolare in memoria di Falcone e Borsellino. I due giovanissimi protagonisti socializzano con i musicisti della mia band, seminando speranze nel futuro…Ospite Rosario Di Bella.
STELLA STELLA MIA è una storia d’amore e geografia, nata sul confine tra sogno e realtà. Il punto di vista è Erice: le tre isole stanno di fronte, come tre navi illuminate nella notte. Voce e piano in diretta.
UNA STORIA DA RACCONTARE è la nostra storia, immagine della cultura della “terra” dei nostri nonni e bisnonni, delle partenze e dei ritorni, quando i migranti eravamo noi. Ospite, nel prologo, la chitarra classica di Toti Basso.
SPERANZA DISPERATA è ispirata al libro di Erri De Luca “Solo andata. Righe che vanno troppo spesso a capo”. Dice dei migranti di oggi, e della nostra poca consapevolezza nel rifiutare la loro e insieme la nostra salvezza, nel respingere e allontanare un necessario, evidente “metodo del futuro”. Ospiti Mario Incudine, che ancora scrive, arrangia e canta, e gli archi di Valter Sivilotti.
ABELE è una canzone ripensata in siciliano in chiave teatrale, per consentire la partecipazione straordinaria (accanto a me, Abele “cattivo”) degli ospiti: Neri Marcorè, Caino “buono”, e Mimmo Cuticchio, l’erede della grande tradizione siciliana del cuntu, personaggio di fama e levatura internazionale, che racconta i fatti con l’ausilio del figliolo Giacomo.
CON UN SORRISO è una serena canzone d’amore e di condivisione, cantata a due voci, in armonia con l’ospite, la brava cantautrice palermitana Aida Satta Flores, la cui voce si sposa così bene alla mia.
IL GIARDINO DI GIOVANNI è una delle più belle canzoni lasciate da Sergio Endrigo. Una canzone d’amore ambientata nel mistero notturno del giardino della sua casa di Pantelleria, curato in sua assenza dall’ amico Giovanni, giardiniere e pescatore di sardine. L’Africa si può toccare, è nel respiro. Ospiti la chitarra straordinaria di Francesco Buzzurro, il violino di Giuseppe Cusumano e il coro del Gruppo Polifonico del Balzo, registrato a Palermo nella chiesa di San Giuseppe dei Teatini.
NOSTRA SIGNORA DEL GOLPE è una liberatoria preghiera, certamente laica, rivolta a una Madonna molto amata soprattutto dai popoli dell’America Latina…Canzone schierata, di impegno sociale, si trasforma nel finale in una allegra festa popolare. Che la preghiera sia stata esaudita ? La voce popolare appartiene a Massimo La Guardia, a suo tempo fondatore degli Agricantus, oggi eccezionale artefice di tutte le ritmiche dell’album, con i suoi cento tamburi e i suoi mille aggeggi.
VOGLIO UN AMORE è un a canzone d’amore, delicata e forte, sincera e commossa, che all’amore pone richieste precise. Voce e pianoforte in diretta.
LA VALIGIA DELL’ADDIO è una canzone dedicata a mia madre, andata il 20 marzo 2009, a un passo da una nuova primavera.
ALLORO è una canzone dedicata a Palermo, ai suoi profumi, alle suggestioni, alla magìa e al valore dell’amicizia, che in una notte si stringe per una vita intera. Nell’abbraccio di una calda notte d’estate due amici si trovano a parlare e a tracciare un bilancio di trent’anni di intesa. Ospiti Francesco Buzzurro, anche autore della parte musicale, e Francesco Giunta, nella parte di Francesco Giunta, amico da sempre.
PAROLE CHE APPARTENGONO AL MIO CUORE è ancora una canzone sul nostro tempo, sulla difficoltà di viverlo e di essere, in esso, riconoscibili e riconosciuti. Come in Benedetta il pensiero va alle parole espresse, e a quelle che rimangono “dentro”.
SPASIMO è una piccola vibrante suite composta da tre parti diverse legate tra loro. Nella prima Andrea Camilleri legge una lirica di Mariacristina Di Giuseppe dedicata a Santa Maria dello Spasimo, chiesa orfana di tetto, suggestivo luogo di Palermo, sulle note di un antico decacordo suonato da Giuseppe Greco, altro illustre ospite. Nella seconda, in un breve canone, si inseguono parole italiane e siciliane di Francesco Giunta (non solo ospite, ma anche produttore artistico e coordinatore dell’album) e mie. Nella terza parte Franco Battiato, su una insolita e affascinante armonia di zampogne, regala un frammento della sua meravigliosa Stranizza d’amuri. Quale chiave più adatta a chiudere l’album ?
I CREDITI
L’album non esisterebbe se non lo avesse previsto,voluto, covato, amato, nutrito, coordinato e prodotto un grande cantautore siciliano di oggi, Francesco Giunta, che quindi ne diventa autore e responsabile quanto me, con l’apposizione di una firma professionale e artistica. La sua casa di Palermo ha visto nascere gli arrangiamenti, opera del mio ormai “storico” Fabrizio Guarino, e ha ospitato le prove di lettura con i musicisti “di base”, che, in ordine alfabetico, sono:
Paolo Avvento - contrabbasso;
Fabrizio Guarino - chitarre;
Massimo La Guardia, - percussioni, aggeggi, voci;
Carmelo Nicotra - violoncello;
Antonio Putzu - aerofoni etnici, clarinetto, sax soprano;
Antonio Vasta - pianoforte, fisarmonica, zampogna.
Hanno suonato, e cantato, inoltre:
in Sale di Sicilia : Laura Mollica (voce popolare), Luca Lo Bianco (contrabbasso), Mario Incudine (chitarra, mandola, voce) e Salvo Compagno (udu);
in Speranza disperata : Mario Incudine (chitarre, voce), Salvo Compagno (cajon), Pino Ricosta (contrabbasso), Orchestra Canzoni di Confine diretta da Valter Sivilotti (archi);
ne Il giardino di Giovanni: Francesco Buzzurro (chitarra), Giuseppe Cusumano (violino), Gruppo Polifonico del Balzo, prima voce Rosalia Pizzitola,.direttore Vincenzo Pillitteri;
in Alloro: Francesco Giunta (voce), Francesco Buzzurro (chitarra), Giuseppe Cusumano (sassofono);
in Spasimo: Andrea Camilleri (recitato), Giuseppe Greco (decacordo), Francesco Giunta (voce), Franco Battiato (voce).
Abbiamo lavorato in due sale di registrazione, con frequenti scambi di documenti di suono:
a Palermo Pietro Zarcone, con la collaborazione del fratello Antonio, ci ha accolti nella serena e calda atmosfera di LabMusic per tutte o quasi le registrazioni; a Roma Fabio Ferri e Daniela Bombelli ci hanno guidati e assistiti per canto, missaggi, infiniti aggiustamenti ed editing nel Millenium Recording Audio, uno studio che è ormai la nostra seconda casa. La voce del Maestro Andrea Camilleri è stata ripresa direttamente presso la sua abitazione romana da Daniela Bombelli e Fabrizio Guarino. Il Gruppo Polifonico del Balzo è stato ripreso da Antonio Zarcone a Palermo nella chiesa di San Giuseppe dei Teatini. La base di Speranza disperata è stata registrata a Enna, da Mario Incudine presso Project studio, mentre gli archi del maestro Valter Sivilotti sono stati registrati a Cavalicco (Udine) da Stefano Amerio, titolare dello studio Artesuono.
